domenica 19 agosto 2007

Inutile piangere sul cuore spezzato

Tutto finisce perchè stare insieme è impossibile, non si è compatibili, troppo simili o forse troppo diversi. fino a quel momento non era pensabile mollare, piuttosto la morte. ma il più debole dei due, quello che ha dato tutto e più di così non può fare, consumata la sua ultima oncia di resistenza, abbandona il campo per ko tecnico. mollare o morire. dopo mesi di sofferenza, l'idea migliore sembra mollare. ma quando si è amato con tutto se stessi e si è ancora follemente innamorati, lasciare è la sofferenza più grande che ci si può infliggere. perchè la testa ha capito prima del cuore che il binario su cui si sta correndo a tutta velocità è un binario morto. l'unico risultato che si potrà ottenere è sfracellarsi contro il primo ostacolo. la testa lo sa ma il corpo, il cuore, ogni fibra del proprio essere grida per far invertire il senso di marcia. fa mancare l'aria dai polmoni, fa piangere giorno e notte, fa dimenticare la fame e quanto piace sorridere. e più si cerca di convincersi d'aver fatto la cosa giusta e più il cuore si accanisce a dire il contrario. è un tormento. i giorni non passano mai, il cervello non stacca mai la spina. allora ci si difende ripensando alla sofferenza vissuta in coppia. disprezzando l'altro per le debolezze e le mancanze, senza dubbio oggettive. ma ogni volta, una flebile vocina in fondo al cervello dice "si però..". la si zittisce con violenza perchè si è consapevoli che l'altro non è un mostro è solo una persona con pregi e difetti e per questo ci si arrabbia, perchè lo si vorrebbe diverso. se fosse più maturo, non sarebbe stato necessario arrivare fin qui. e ogni volta che quella vocina insistente fa serpeggiare la nostalgia, si reagisce aggiungendo ancora un grammo d'odio, perchè ci si rende conto che, smettendo di alimentarlo, ci si potrebbe trovare ad amarlo ancora, contro ogni logica. otto mesi passati a disprezzarlo, ad odiarlo a fuggire la sua presenza. otto mesi lottando un giorno dopo l'altro per ricostruire una vita senza di lui con persone divertenti e tanti amici. otto mesi a negare a tutti che nel fondo dei propri occhi c'è sempre un velo di tristezza, "perchè non si merita neanche questo". e poi la richiesta di un confronto diretto, arrivata come una doccia fredda. cosa vorrà ancora dopo tanto tempo? la testa dice no, non andare, non c'è più niente da dire. ma lo stomaco si attorciglia e stavolta è l'irrazionalità a prevalere: troppe cose non dette, troppo amore soffocato. il prezzo di aver sofferto e odiato tanto è un bel muro di cinta che nessuno riesce a scavalcare. e poi, è sufficiente una sera a parlare seduti sul molo, a chiarire le questioni in sospeso per rendersi conto che, contro ogni logica, ci si ama ancora. razionalmente si è consapevoli di non poter condividere un futuro perchè si è già provato troppe volte e ripartire è impensabile ma nonostante questo c'è ancora quel laccio al cuore che stringe di più ogni volta che ci si guarda negli occhi. l'ammissione di aver provato ad odiarsi reciprocamente per andare avanti, l'incapacità di tornare ad essere quelli che si è sempre stati, dopo essersi conosciuti. e poi rinascere nelle labbra e nelle braccia dell'altro, otto mesi spazzati via in una notte di luna nuova. ma il sole sorge ancora una volta e illumina tutto con la sua luce aspra e spietata. si sa che futuro insieme non c'è, lo stesso per il presente. e soprattutto si è stanchi di soffrire e incapaci di ripartire. ci si lascia ancora, stavolta dolcemente, con la consapevolezza che è vero quello che si dice nei film: a volte amarsi non basta per stare assieme.

1 commenti:

connu ha detto...

Cara Eli, dopo aver letto il tuo post l'unica cosa che mi sento di dirti è di ascoltare bene le parole di un poeta, che esprimono meglio di qualsiasi parola, come mi sento vicina a te. Eccoti il link

http://it.youtube.com/watch?v=AdcT-YsCa74