giovedì 6 settembre 2007

Dettagli..al mercato di sacile

Come sono cambiate le cose in soli 10 anni.. ricordo il mercato di Sacile quand'ero ancora una bambina e ci andavo con mia madre. Passeggiando fra le bancarelle, l'unica lingua che si sentiva era il dialetto veneto delle nostre zone, ben in pochi si arrischiavano a parlare italiano. Le vecchiette passeggiavano per il mercato comprando fiori, verdure da piantare nell'orto e qualche improbabile camicione da indossare la domenica, già fuori moda nell'attimo stesso in cui veniva cucito. Insomma: il classico mercato contadino, dove tutti conoscono tutti, i figli, le madri o le nonne, fino a tornare indietro di almeno tre generazioni.

Ora passeggiare per il mercato di Sacile significa trovare una bancarella italiana su tre: cinesi, romeni, africani, marocchini...veneti (he he!). E poi rumeni, polacchi, slavi, americani. Extracomunitari da ogni dove. Le vecchiette di una volta sono state sostituite dalle intrapredendenti badanti dell'est che attraversano l'europa per sopravvivvere.. e pian piano portano qui tutta la famiglia. Così come ha fatto Nasir, sudanese doc. Me lo ricordo, tanti anni fa: aveva solo una piccola bancarella piena di statue africane in legno, di cui sono sempre andata pazza. Era solo e parlava male l'italiano ma era gentile e simpatico, si percepiva che era una persona positiva. Oggi l'ho ritrovato dopo tanto tempo: il solito candido sorriso ma non è più solo, ha portato qui tutta la famiglia e la sua bancarella è composta da 6 tavoli enormi pieni di gioielleria di prima qualità e, certo, delle solite statue in legno. E' sempre bello passare da lui, un sorriso non lo nega mai..e nemmeno uno sconto!!!

E così, passeggiando per le strade di Sacile mi sono resa conto che la globalizzazione è arrivata anche qui (dove ancora non c'è neppure l'adsl!) e mi chiedo quanto gli autoctoni fossero pronti ad affrontare questo repentino cambiamento. Abbiamo perso le origini contadine e ci siamo arricchiti di altre culture, sonorità, colori, lingue.. che a volte incuriosiscono, altre spaventano. Quante delle persone del luogo riescono a capirlo? ..forse nemmeno io.. da un lato sono felice di vedere tutto il mondo qui, dall'altro sento nostalgia per quel microcosmo protettivo in cui sono cresciuta e che ora è andato perduto. Eppure, l'istinto di conoscere, vedere, capire, prevale su tutto...alla fine non mi dispiace affatto questo mercato multietnico! :)

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