mercoledì 5 settembre 2007

E dire che Eva aveva solo rubato una mela...

La storia..non solo grandi battaglie e fatti che sconvolsero la vita di tutto il mondo ma anche piccoli e grandi casi umani che stravolsero realtà limitate e sconosciute. Fatti scatenati dalla follia di un singolo detentore di potere e malvagità, in quantità sufficienti a trasformarlo nell'incarnazione del male.

Erzsébet Bàthory
, contessa ungherese che nacque, visse, governò, uccise e spopolò le terre di Transilvania nella prima metà del 1600. Conosciuta anche come Lady Vampire, il più efferato serial killer della storia: in 10 anni fece sparire 700 ragazze vergini (certo, se ci provasse ora, 10 anni le servirebbero solo per trovarle, 700 vergini!!). La leggenda vuole che un giorno Erzsébet, schiaffeggiando una serva tanto forte da farle uscire sangue dal naso, si accorgesse con grande sorpresa che la pelle della mano macchiata dal sangue le era diventata più lucida e bella. Decise così che da quel giorno avrebbe fatto bagni di sangue virgineo per mantenere fresca e giovane la propria bellezza.

La storia e i documenti invece, raccontano che per 10 anni la Contessa adescò le ragazze con la scusa di prenderle in servitù al castello, sbattendole invece nelle celle dei sotterranei. Lì le sventurate venivano picchiate selvaggiamente, fino a far gonfiare i loro corpi: la Contessa non si limitava ad assistere spesso era lei stessa a infierire sulle giovani vittime. Ogni volta che i vestiti si sporcavano troppo di sangue li faceva cambiare, poi ricominciava con i pestaggi. I corpi gonfi venivano tagliati con dei rasoi e lasciati sanguinare a morte. Alle più sfortunate venivano cicatrizzate le ferite con il fuoco, allungando le loro sofferenze per molti giorni. Ad alcune vittime veniva cucita la bocca, altre erano costrette a mangiare la propria carne, ad altre ancora veniva dato fuoco ai genitali.

Poi, un giorno, quando non ci furono più contadine da rapire né nelle sue terre, né nei villaggi limitrofi, la Contessa commise l'errore che la portò alla rovina: fece sequestrare le figlie dei nobili. Fu così che, nel Natale del 1610 il caso della contessa Bàthory giunse alle orecchie del re d'Ungheria Mathias II. Il processo cominciò il 2 gennaio 1611, presieduto da ventuno giudici. Si susseguirono moltissimi testimoni, anche 35 al giorno. A tutti vennero poste le stesse domande sulla provenienza delle vittime, sui metodi di tortura e sul coinvolgimento della Contessa. Ficzko, il nano che lavorava per la Báthory da 16 anni, non ricordava il numero preciso delle donne che aveva contribuito ad uccidere ma ricordava il numero delle ragazzine: 37. La Contessa le faceva legare e le pugnalava con aghi e forbici. Raccontò le più agghiaccianti torture: donne uccise a frustate oppure tagliando loro le dita e le vene con delle cesoie. La balia di Erzsébet ammise di aver ucciso circa 50 ragazze, infilando loro attizzatoi incandescenti nella bocca e nel naso. La “padrona” invece preferiva infilare le dita nella bocca delle vittime e tirare, fino allo strappo della pelle oppure godeva a dar fuoco alle loro gambe dopo averle cosparse di olio, o ancora tagliare con delle cesoie la pelle fra le dita. Se una ragazza moriva prima di quando la Contessa desiderasse, i servitori maschi erano costretti a mangiarla. La Báthory usava anche applicare alle vittime delle scarpe di ferro bollente. Alcune delle ragazze rapite venivano messe all’ingrasso, perché la Contessa era convinta che in questo modo il loro sangue sarebbe aumentato.

I Giudici, basandosi sui resti umani trovati al castello, decisero di condannare lei e i suoi complici “solo” per 80 omicidi. Per i servi valse la legge del taglione e vennero torturati come le loro giovani vittime. La nobildonna invece venne murata viva in una stanza del castello, dove morì dopo tre anni di isolamento.

MORALE: il primo vampiro non era un uomo.

Nessun commento: